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Incontro-dibattito sulle implicazioni delle interpretazioni normative della LR 65/2014 a Siena e provincia, dal titolo “La crisi dei Piani Urbanistici” tenutosi lunedì 21 marzo

Facendo riferimento all’Incontro-dibattito sulle implicazioni delle interpretazioni normative della LR 65/2014 a Siena e provincia, dal titolo “La crisi dei Piani Urbanistici” tenutosi lunedì 21 marzo, segnaliamo che su youtube al link https://www.youtube.com/watch?v=P6rvY1angMc

è consultabile la registrazione dell’incontro. Inoltre riportiamo l’articolo pubblicato sulla stampa locale.

Cordiali saluti

                                                                                     Il Presidente

                                                                             Arch. Elisabetta Corsi

Pubblicato il 21 mar 2016

C’è molta preoccupazione tra gli architetti senesi, in vista della prossima scadenza della strumentazione urbanistica di vari Comuni del territorio a cominciare da quello di Siena. Oltre 120 iscritti all’Ordine degli Architetti PPC di Siena si sono dati appuntamento lunedì 21 marzo nell’auditorium della Scuola edile proprio per confrontarsi sulla questione, ben sintetizzata già nel titolo dell’evento: “La crisi dei Piani urbanistici”. “Visto che tra pochi giorni scadrà il Regolamento urbanistico del Comune di Siena – spiega Elisabetta Corsi, presidente dell’Ordine degli Architetti PPC senese – abbiamo deciso di incontrarci in questa assemblea per capire quali saranno le ricadute sui Piani locali dell’applicazione della legge regionale toscana 65 del 2014. Con la scadenza imminente del Regolamento, a Siena ci saranno ripercussioni negative con un blocco più o meno generalizzato di tutte le attività che riguardano l’espansione edilizia, il recupero dei contenitori e la riorganizzazione urbanistica sul territorio comunale. Ovviamente, non stiamo parlando dei piccoli interventi, dei risanamenti o delle ristrutturazioni di unità abitative o commerciali, ma bensì degli interventi più sostanziosi. La domanda che sorge spontanea a tanti colleghi è quali saranno le conseguenze per noi professionisti. C’è il rischio infatti di poter fare molto meno di quello che la committenza ci chiederà. Non è un caso che il nostro Ordine, negli ultimi anni, si sia mosso anche con altri collegi professionali per contrastare il Pit della Regione Toscana. Infatti, quello che succede oggi – sottolinea Corsi - non è altro che la conseguenza tangibile di ciò che è stato scritto un anno fa nella nuova normativa regionale”. Sono due anni che l’Ordine degli Architetti PPC di Siena punta il dito contro la legge regionale 65 e il Pit, al fine di snellire e semplificare la normativa sul governo del territorio: “il nostro Ordine – dicono i consiglieri - rappresenta il mondo dell’architettura, del paesaggio, del territorio e del restauro. Il nostro ruolo, troppo spesso ricondotto a semplici portatori di interessi privati dei committenti, è quello di intervenire con la qualità degli interventi, non con la cementificazione”. “Il Pit – spiega il consigliere dell’Ordine Alessandro Ceccherini - non è altro che una mole enorme di normative e restrizioni. Lo abbiamo osteggiato fin dall’inizio anche con un ricorso al Tar. Infatti, a nostro avviso, il governo del territorio va accompagnato, senza restringere troppo gli investimenti in edilizia nei comuni. Il rischio è di disincentivare le richieste della committenza andando così a depauperare il territorio di possibile sviluppo che, se governato bene, porta occupazione e ricchezza. Quello che succederà nel comune di Siena, con la scadenza dello strumento urbanistico principale e l’entrata nel regime delle salvaguardie previste dalla legge, ci preoccupa molto. Ma di tutto ciò ne eravamo consapevoli già da tempo, da quando cominciammo le nostre battaglie sulla legge regionale 65 e sul Pit”. Alla conferenza degli architetti senesi è intervenuto il sindaco di Siena Bruno Valentini rispondendo a diverse domande dei presenti. “L’attuale situazione economica del contesto in cui operiamo - spiega il consiglio dell’Ordine – ci impone di esigere dagli amministratori chiarezza e tempistiche certe sulle ricadute socio economiche per l’importante settore dell’edilizia che questo imminente adeguamento degli strumenti urbanistici avrà su tutta la città e la nostra provincia. L’incertezza dei tempi e delle modalità di attuazione delle normative locali non può che scoraggiare possibili investitori in un momento cruciale in cui qualche lieve spiraglio di ripresa del mercato immobiliare e del settore edile è già in atto. In questo contesto l’Ordine degli Architetti di Siena non può che prendere atto del forte ritardo con cui amministrazioni locali, per prima quella di Siena, non hanno ancora provveduto alla redazione del Piano operativo ad un anno e mezzo dall’entrata in vigore della pur contestata legge regionale 65 generando una serie di ricadute negative non solo sulla nostra attività professionale, ma su tutta la collettività. Gli architetti senesi saranno portatori quindi, attraverso le istituzioni di rappresentanza regionale, della situazione locale con un dibattito aperto e costruttivo – concludono i consiglieri - che sensibilizzi la Regione Toscana e l’opinione pubblica”. Guarda le interviste a Elisabetta Corsi e Alessandro Ceccherini e parte dell’intervento del sindaco Valentini.

Pubblicato il 24/3/2016